Tabula Rasa Rock Band

…it’s time to rock ‘n roll!

Leo Cuomo

Ciao a tutti sono Leo qui tutti mi chiamano “Bassman” chissà perché … a già sono il bassista.

Vi premetto che non ho mai pensato di riprendere a suonare fino a quando mia moglie Claudia stufa di vedermi sempre nevrotico e sul depresso andante mi ha “consigliato” (minacciato il divorzio hihi) di cercarmi una band … E chi te c’ha mannato mi sono detto, era una cosa che mi frullava nel cervello da anni ma non mi ero impegnato abbastanza nella ricerca visto anche che fino a qualche anno fa ero ancora alle prese con pappette e pannolini. E poi mi sono imbattuto in questa banda di sciagurati come me, ed è stato un colpo di fulmine.
Ora però per riepilogare circa 40 anni di storia mi ci vorrebbe uno spazio web a parte, che prima o poi metterò su con qualche anima pia che capisca di web maker. Comunque nasco a Roma 42 anni fa, da piccolo fondamentalmente timido da fare schifo, il mio gioco preferito era nascondino (e te credo) solo che non mi facevo mai trovare … Ho passato la mia infanzia in modo molto sereno grazie ai miei genitori molto affettuosi e comprensivi (forse pure troppo) e mi sentivo al sicuro come un cagnolino nella sua cuccia. Poi superata questa fase, intorno ai 12-13 anni, ho iniziato ad accorgermi che le ragazzine avevano qualcosa di diverso da noi maschietti … già … erano delle gran rompiballe, ma fortunatamente per loro ero un tipo ingenuo e tranquillo, per cui con me avevano vita facile. Dopo capii anche che non erano solo rompiballe… A quell’epoca la musica per me cominciava ad essere importante, mi prendeva, ero andato in fissa per Rino Gaetano (grandissimo e compianto Rino) e ricordo che mi feci regalare da mio padre una chitarra (una Eko normalissima) che cominciai a suonare da solo facendomi aiutare da un prontuario prestatomi dal mio vicino di casa. Quanto gli piaceva a mio nonno quando suonavo, mi diceva sempre che avevo la musica dentro, caro nonno Salvatore quanto mi manchi… E piano piano tra un Gianna Gianna e un Gatto e la Volpe presi dimestichezza con un manico di chitarra, la strimpellavo anche bene devo dire.

Quando un giorno (lo ricordo come ieri) il mio amico Massimo mi citofona e, come folgorato, mi chiede se mi fosse andato di fare un gruppo musicale. Marò mi dissi … come i Police o i Rolling Stones … che forza sarebbe stato. C’era un piccolo problema però: io suonavo la chitarra, Massimo suonava la chitarra e Luca (che adesso non sta per niente bene e gli mando un abbraccio fortissimo) suonava la batteria: ci mancava il basso … Provammo a cercarlo fino a quando il giorno in cui con mio padre (santuomo ancora oggi glielo ricordo) andammo da Musicarte per prendere la chitarra elettrica che ancora non avevo, incrociai con lo sguardo un basso in vetrina dal color sangue che mi piacque moltissimo. Insomma per farla breve uscimmo dal negozio col basso e il giorno dopo citofonai a Massimo dicendogli che avevamo trovato il bassista: ERO IO! Ci mise mezz’ora per riprendersi, però se ne fece una ragione e cominciammo a lavorare nello scantinato di Luca insonorizzato e umido da far paura provando cover dei Police … decidemmo di chiamarci Jolly Rogers perché da uno scaffale della cantina di Luca sbucava una bandiera dei pirati (il Jolly Roger appunto) probabilmente di qualche vecchio vestito di carnevale.
Fatto l’unico concerto nel garage utilizzato in genere per le riunioni condominiali, con un discreto successo tra l’altro ebbi altre partecipazioni i vari gruppi dell’Eur, quartiere di Roma, dove ho vissuto fino a quando non ho conosciuto mia moglie. Ho suonato anche Beatles, Rolling Stones, Deep Purple, Kiss (!!!) e chi più ne ha più ne metta.

Passarono gli anni e la mia tecnica sul basso si andava perfezionando, ero bravino, tanto che, fatti i primi due esami all’università, visti anche i numerosi insuccessi successivi dovuti alla scarsa concentrazione, decisi di provare l’avventura musicale seria. Lasciai l’università (nessun commento sulle conseguenze familiari). Decisi di andare a studiare da un vero maestro di basso il grande Valerio Serangeli (ha supportato Dizzy Gillespie e Joe Cocker uno bravo insomma) che ringrazio da queste righe perché è riuscito a farmi capire la differenza tra una chiave di violino e una chiave di basso. Quanto mi piaceva il funk e il jazz-fusion ragazzi !!! Era difficile come genere ma per me era naturale suonare con quei ritmi pazzeschi picchiando selvaggiamente sulle corde, slapping and pulling … mamma mmia che tempi. Ho fatto diverse serate con gruppi jazz-fusion sul genere degli Uzeb (oddio quanto ho adorato Alain Caron bassista straordinario) oppure degli Yellowjackets (quelli col bassista mancino con le corde al contrario, il marziano Jimmy Haslip). E insomma sono andato avanti così col mio Yamaha BB3000 sempre dietro fedelissimo.

Fino a quando successe una litigata inenarrabile per questioni di soldi (sempre quelli purtroppo) a causa della quale rimasi talmente deluso che decisi di mollare tutto. E si proprio tutto. Era febbraio del 1990 quando decisi di riprendere a studiare (e già solo un folle poteva farlo). Quindi via il basso e su con carta penna e calamaio … I miei credevano di avere in casa uno squilibrato, come dargli torto. Nel 1994 mi sono laureato e poi, dopo un anno da cani, nel senso che ho lavorato per l’ENCI (l’ente della cinofilia italiano) sono stato assunto da una delle più grandi compagnie petrolifere europee (la più grande italiana hihi) ed ho cominciato la mia carriera dietro una scrivania, qui ho conosciuto mia moglie, l’amore della mia vita, che ho sposato nel febbraio 1999. Abbiamo due bambini meravigliosi Davide e Valentina per i quali capisci come possa avere un senso il significato della parola amore intesa come paternità. E poi tante pappette, pannolini, ninnananne e chi più ne ha più ne metta, un’avventura straordinaria ancora in corso.
E poi chi ti vado a beccare, questi cinque elementi che osare definire folli è dir poco, infatti il feeling è nato subito, probabilmente ancora prima di entrare in sala. Persone con le quali condivido un entusiasmo che mi ha riportato a quella citofonata del mio amico Massimo di quasi trent’anni fa e forse un po’ mi commuovo anche. Vabbè che vi posso dire per chiudere … ritorno al futuro e faccio TABULA RASA. Che il Rock’n’Roll sia con voi !!! “Bassman”

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